Saraswati vestita con un sari bianco, seduta su un loto bianco, che rappresenta la purezza, verità e luce. Ha quattro braccia, nelle mani porta un libro, un rosario, un vaso d’acqua e un liuto. Normalmente cavalca un cigno, uccello che naviga sulle acque e suona musica su un strumento a corde, chiamato vina.

“Possa Saraswati – dea della conoscenza – lodata dai sapienti, consorte del creatore – risiedere sulla mia lingua.”

Inno a Saraswati

Intuizione e creatività in noi e la connessione tra di loro

La parola intuizione significa la capacità di vedere dentro qualcosa, spesso qualcosa di opaco. Le intuizioni sorgono tutto il tempo e tuttavia, per molti di noi, sono invisibili e dobbiamo faticare molto per discernere quella voce dell’intuito.

Quando l’intuizione prende forma può mostrarsi con una voce sottile, spesso difficile da sentire dietro il chiacchiericcio della mente.

Può nascere in due modi, in forma di risveglio da sopra (Ajna) e anche come uno stimolo dal basso da Swadisthana chakra.

Il risveglio da Ajna è la ricezione che sembra arrivare nella mente pienamente dispiegato, come le musiche ricevute da Mozart.

Lo stimolo dal Swadisthana (2° Chakra) richiede un qualche genere di pratica. Gli informazioni accumulati nell’inconscio portano un resultato che appaia dopo tanto sforzo, all’improvviso, quando tutto sembra combaciare in un modo diverso. E’ come un punto di cristallizzazione in cui non è possibile rilevare che ogni singolo elemento è cambiato.

Negli studi degli artisti creativi e sugli scienziati, c’è la prova che grandi ispirazioni arrivano a chi passa ore lunghe nella pratica o nella contemplazione. Lottare aspramente su un problema scientifico per tempi prolungati e poi un certo punto, quando si arriva al limite ci sarà un momento di relax, quando la mente si spegne. In quel momento arriva l’ispirazione.

Naturalmente, abbiamo un contenitore per l’ispirazione grazie al nostro sforzo. Accade lo stesso con l’esperienza, tutto viene immagazzinato nell’inconscio nel nostro Swadisthana.

Continuando a lavorare si crea un certo “tono mentale” quando da Swadisthana ad Ajna la connessione si stabilizza per catturare i momenti preziosi di ispirazione che prendono forma lì. Dopo tanta pratica, dopo aver esercitato la mente con la meditazione, non solo un esperienza iniziale acquista senso, non solo l’apertura così grande non è più spaventosa, ma in realtà iniziano a integrarla al livello di sottile esperienza in modo che diventi una parte naturale del loro essere. E’ solo dopo che abbiamo praticato e creato un forte contenitore in Swadisthana che gli stati che sperimentiamo in meditazione si integrano nei nostri corpi (Swadisthana) e menti (Ajna), e i lampi di intuizione divento effettivamente profonda sapienza accumulata come esperienza in Swadisthana che può essere tradotta nella vita quotidiana.

Quindi, se l’intuizione si manifesta in idee, arte o nel campo della scienza, l’ispirazione sorge dall’esperienza personale oppure si riceve dalla coscienza superiore collettiva. L’energia che si esprime attraverso il lavoro interiore che ci mettiamo per affinare la mente, lo studio, la pratica – lo sforzo attento, rigoroso è la presenza di Shakti, che ci permette di diventare un contenitore per la saggezza divina, Saraswati si manifesta nel nostro essere.